I misteri di Villa Melano

Una villa abbandonata da tempo, che nasconde i segreti di una famiglia sparita nel nulla.
Quanta verità c'è nella leggenda della villa di Rivoli?

Tra storia e leggenda

La costruzione si trova a Rivoli in provincia di Torino, distante pochi chilometri dal capoluogo torinese. Fu eretta intorno al 1600 come monastero per ospitare i frati cappuccini.
Restò tale per circa duecento anni, quando sul finire del XVIII secolo durante la dominazione napoleonica, diventò una villa residenziale nella quale diversi proprietari si susseguirono velocemente.
Arrivati intorno al 1850 la dimora passò in mano ad una famiglia alto borghese, i Melano appunto, dalla quale prese e mantenne il nome fino ai giorni nostri.
Questi sono i fatti storici provati che riguardano la villa.
Fin qui nulla di strano però, in Italia e nel mondo intero possiamo trovare centinaia, anzi migliaia di esempi di questo tipo. Ciò che più mi ha colpito e che mi ha portato ad indagare in modo approfondito su villa Melano è la storia che ripetutamente ho trovato descritta su molti siti e che pare essere molto vicina alla realtà dei fatti. Ma andiamo con ordine.
Dicevamo che nel 1850 questa famiglia entrò in possesso della residenza (situata tra l’altro ad un tiro di schioppo dal castello di Rivoli) in cui si stabilì con domestici al seguito.
In quel periodo la figlia dei Melano, una bella ragazzina di 14 anni, era già stata promessa in sposa ad un nobile della zona del quale lei ovviamente non conosceva nulla. Come spesso accade in queste situazioni la ragazza al contrario era innamorata (contraccambiata) di un suo inserviente, poco più grande di lei. I due si frequentavano segretamente da diverso tempo, quando un giorno lei si accorse di essere incinta.
La giovane cercò di tenere la cosa nascosta il più possibile, fino a quando l’evidenza dei fatti non portò alla luce la gravidanza. I suoi genitori restarono scioccati dalla scoperta e anche se lei non voleva rivelare il nome del padre decisero comunque di farla partorire, mantenendo però tutto segreto.
I Melano erano una famiglia molto in vista in quel periodo ed uno scandalo di quel tipo poteva certamente, oltre a metterli in cattiva luce, far saltare l’accordo di matrimonio preso tempo prima. Così il piccolo venne tenuto in casa e cresciuto nascosto da tutto e da tutti.
Non molto tempo dopo, contro la volontà della figlia, si celebrò l’atteso matrimonio con il nobile. La nuova coppia andò a vivere nella residenza di lui, mentre l’inserviente e padre del bambino rimase a villa Melano per alcuni mesi, fino a quando non fu licenziato per motivi sconosciuti.

Da quelle vicende passarono 7 anni ed il bambino, fattosi ormai più grande non poteva più essere nascosto. La prima idea fu quella di darlo in adozione, ma il rischio che le malelingue del paese potessero far circolari voci scomode  fece desistere la famiglia, che per sistemare la questione trovò il metodo peggiore. Uccidere il piccolo.
In che modo venne tolta la vita al bambino non trova riscontri nemmeno nelle dicerie, fatto sta che la madre quando tornò in visita nella sua vecchia abitazione non trovò più il figlio. I suoi genitori dissero di averlo dovuto dare via per mantenere il loro buon nome, ma una delle domestiche e amica della ragazza era venuta a sapere tutto vivendo anch’essa nella proprietà.
Il giorno seguente raccontò tutto alla ragazza, che andò fuori di senno e dopo aver maledetto la sua famiglia si tolse la vita gettandosi nel vuoto da una torre vicina.
La notizia del suicidio si sparse velocemente nella zona, tanto velocemente che il padre ed ex inserviente della villa venne a saperlo il giorno stesso, avendo trovato lavoro in un altra famiglia di Rivoli.
L’uomo disperato, si recò il giorno successivo sul luogo dell’accaduto, dove messo al corrente del motivo per cui la sua amata si era tolta la vita fu preso da un raptus di follia durante il quale massacrò tutti i membri della famiglia Melano per poi sparire nel nulla.

Tra le diverse leggende che parlano dell’accaduto questa sembra essere la più accreditata.
Altre parlano di un maggiordomo di famiglia che perse il senno per una malattia ed in una notte, con un coltello da cucina uccise chiunque all’interno della casa. Questa però sembra reggere poco.
In ogni racconto ci sono particolari diversi, ma ciò che li accomuna tutti è lo sterminio avvenuto all’interno di quelle mura misteriose.
Nella realtà dei fatti da quel momento in poi si perdono completamente le tracce della famiglia Melano, mentre la villa rimarrà per sempre disabitata e in stato di abbandono.

Ai nostri tempi alcuni ragazzi si sono recati più volte sul posto per esplorare la casa, trovando un luogo fatiscente che metteva i brividi. Alcuni di loro hanno scovato una galleria sotterranea che per paura di crolli non è stata percorsa tutta. Tornati pochi anni dopo hanno trovato il passaggio murato.
Io come loro trovo strano che in una costruzione pericolante, dove scale e tetto potrebbero crollare da un momento all’altro, qualcuno abbia deciso di murare quel passaggio e basta. Passaggio tra l’altro ben nascosto, visto che molti di quelli che l’hanno cercato non sono nemmeno riusciti a vederlo. Una delle ipotesi è che quel condotto sia una galleria comunicante con la basilica di Superga, distante diversi chilometri.
Oggi la costruzione sta per essere abbattuta per fare spazio ad un albergo, cancellando forse in modo definitivo ogni traccia di quella che un tempo fu una delle famiglie più importanti di Rivoli.

1 commenti

Giovane_Psyco40 :
Non porta da nessuna parte... Finisce in un pozzo coperto... Io e i miei amici l'abbiamo percorsa tutta diverse volte. | mercoledì 17 agosto 2016 12:00 Rispondi