Padri separati. La speranza di ricominciare

“Io, prendo te come mia sposa e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti tutti i giorni della mia vita”. E se qualcosa cambia?
Un problema dell'oggi.

“Io, prendo te come mia sposa e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti tutti i giorni della mia vita”.

Questa è la promessa solenne che si pronuncia durante il rito di celebrazione del matrimonio ed è sicuramente la massima espressione del desiderio degli sposi. Ma a volte le cose vanno in maniera un po’ diversa. Gli anni passano, gli avvenimenti si succedono l’uno all’altro, arrivano i figli tanto voluti, si cresce insieme… e poi ad un certo punto per qualcuno questo sogno si interrompe. I motivi sono tra i più svariati ma forse l’unica vera motivazione è che l’amore svanisce. Senza un vero motivo, ma fa parte della psiche umana e in qualche modo occorre accettarlo. Già, ma è proprio questo il problema: accettarlo. Per chi prende la decisione anche se spesso con sofferenza è più facile riuscire a ricominciare. Per chi subisce la scelta di separazione tutto questo risulta decisamente più complicato. Escludendo tutti questi aspetti che già sono difficili da assimilare a livello intimo ed inconscio, consideriamo il “dopo-separazione”. Le donne, certamente, hanno grosse difficoltà a ricominciare perché devono far fronte ad un mondo del lavoro che spesso per situazioni del genere risulta ostile e poco comprensivo, ma molto probabilmente possono contare sull’affetto delle persone care e soprattutto della presenza dei figli. L’uomo, invece, si vede allontanare dalla sua abitazione e dai sui figli. Ormai, purtroppo, si sentono talmente tanti casi che anche questa frase sembra scivolare via velocemente, ma chi vive questa condizione subisce un vero e proprio trauma. Si ritrova automaticamente nella condizione di “separato con figli”. Condizione che comprende al suo interno una serie di disagi notevoli come quello di essere in seria difficoltà per l’acquisto di una nuova abitazione e quindi probabilmente di scegliere una casa in affitto e, a seconda dei casi, di doversi accontentare di un alloggio discreto anche perché presumibilmente occorrerà chiedere piccoli finanziamenti per poter accedere alle spese necessarie. Un altro aspetto fondamentale è la difficoltà a continuare ad essere padre. Allontanato dall’abitazione dove, con tutta probabilità, vivono i figli e costretti a vederli due, o per i più fortunati, tre volte alla settimana si ritrovano a dover utilizzare quel poco tempo a disposizione per poter insegnare, coccolare, sgridare e possibilmente, rendere felici i propri figli. Ovviamente questo compito diventa arduo considerando di avere un rapporto a tempo di conta gocce. Per queste persone la voglia di ricominciare tende a non farsi riconoscere. Si passano giorni vuoti e senza un vero senso, cercando semplicemente di trovare la forza di andare avanti. Oggi, per tutti queste persone esistono numerose associazioni per il sostegno psicologico,legale, economico, per la ricerca di una casa a condizioni agevolate e più di ogni altra cosa per il confronto con persone nella stessa condizione. Il confronto aiuta moltissimo per trovare conforto, per non sentirsi soli e per trovare a volte delle soluzioni partendo dal caso di altri. Tra questi si possono consultare: www.papaseparatilombardia.org dedicato alla tutela dei minori; www.padri.it, dedicato ai genitori separati; www.padriseparati.it specifico per la richiesta di informazioni e sostegno dei padri separati.
Di certo il cambiamento fa paura e la rinascita spesso non viene considerata ma in natura esiste e fa parte anche dell’anima umana. Come l’albero germoglia di nuovo dopo l’inverno, il ramo fiorisce senza chiedere perché, l’uccello fa il nido senza pensare all’autunno, il bruco diventa farfalla e l’uomo può ricominciare perché la vita è speranza e sempre ricomincia.