Baseball storia secolare

Una storia plurisecolare, quella del baseball, per molti uno sport un po' troppo americano come storia e cultura. Uno sport che comunque raccoglie appassionati anche da noi e sa tenere un buon livello internazionale. Si parte dal settecento

Le origini del baseball sembra vadano cercate in Gran Bretagna dove nel ‘700 si praticava un gioco chiamato “rounders”. Taluni affermano invece che il baseball non è altro che l’evoluzione del cricket importato dai coloni inglesi negli Stati Uniti. Altri ancora ritengono invece il baseball non di origine britannica o statunitense ma che abbia radici ben più profonde. Infatti si hanno tracce di un gioco molto simile addirittura tra i geroglifici ed i papiri dell’antico Egitto. In un rituale religioso usato 5000 anni fa per trarre auspici per il futuro, si sono trovate molte delle regole base del baseball: il sacerdote, dopo le preghiere, lanciava ai fedeli una palla di cuoio che essi dovevano colpire al volo con un bastone, cercando di mandarla oltre il punto da cui era partita. Dall’esito più o meno favorevole dell’azione dipendeva il destino della comunità. Anche tra le donne dell’antico Egitto c’era un’abitudine molto simile al nostro gioco. Le fanciulle del Faraone, come svago, erano solite lanciarsi la palla che colpivano prima con la mazza e che poi si passavano di mano in mano. Il baseball era praticato anche dagli antichi Greci e Romani che a loro volta lo avevano appreso dagli arabi. Sembra quindi che le basi del baseball siano da ricercarsi proprio nel mondo antico. Anche la Chiesa cattolica aveva introdotto nelle sue cerimonie pasquali un rito che potrebbe interessarci: nel 1100 d.C. l’arcivescovo di Vienna terminò una sua celebrazione passando una palla ad un chierico che a sua volta la scagliò in mezzo alla folla dei fedeli che avevano il compito di raccoglierla e rimandarla all’arcivescovo stesso. Questa cerimonia rimase nella tradizione popolare come gioco con mazza, corse e lanci che i fedeli praticavano nei piazzali delle Cattedrali soprattutto in Francia. Il baseball transalpino allora si chiamava “Soulle” e veniva giocato anche in Italia da graziose e leggiadre fanciulle come dimostra un affresco del Pisanello (XIV secolo Palazzo Borromeo – Milano) dove compare una donna con mazza che lancia una palla ad una compagna. Dalla Francia attraverso la Manica, il gioco della Soulle passò in Inghilterra dove prese il nome di “Stull-ball” e venna introdotta una base rappresentata  da uno sgabello che bisognava toccare per essere salvi. I passeggeri della “May Flower” sbarcando nel nuovo mondo portarono con loro tra le tradizioni più radicate anche il gioco dello Stull Ball ribattezzato “One Old Cat” cioè un vecchio gatto. Perché questo strano e divertente nome? L’uomo che corre dopo aver battuto la palla cercando di raggiungere lo sgabello per non essere eliminato è la metafora di un topo rincorso dal gatto. Il gioco in quest’epoca era praticato da 3 giocatori. I giocatori e le basi furono aumentati e fu anche modificato il nome prima in “Two Old Cats” e successivamente in “Three Old Cats”. A questo punto le basi divennero 4 ed i giocatori 9, era il 1839, ci trovavamo a Cooperstown e l’artefice della data di nascita di baseball divenne per tutti Abner Doubleday. Nel 1845 veniva fondato il primo club, il Knickerbockers Baseball. Il gioco riceveva da Alexander Cartwright la regolamentazione attuale che prevede la distanza di 27 metri e 43 centimetri tra una base e l’altra e fissa in 9 inning la durata di un incontro. Secondo queste regole l’anno successivo si giocava la prima partita ufficiale tra i Knickerbockers e la nuova squadra dei Nine di New York. Sul luogo venne affissa una targa a perpetuo ricordo che dice testualmente: “il 19 Giugno 1846 la prima partita di baseball fu giocata qui nei Campi Elisi tra i Knickerbockers ed i New York”.
Ma nonostante il baseball sia nel mondo uno degli sport più praticati, in Italia non ha mai avuto quello sviluppo che meriterebbe. Nel nostro Paese si comincia a giocare a baseball a Torino nel 1919 grazie a Mario Ottino, un ragazzo di origine italiane proveniente dal New Jersey negli Stati Uniti, che per primo prova ad insegnare le regole di questa affascinante disciplina. Mazze e guantoni ricompaiono in Italia alla fine della seconda guerra mondiale quando nel 1948, ancora per merito di Max Ott (così come viene ribattezzato Ottino) viene redatto il primo statuto federale e soprattutto il 27 Giugno viene giocata la prima partita ufficiale al campo Giuriati di Milano. Si affrontano due squadre del capoluogo lombardo che davanti a 2000 spettatori ottengono un insolito pareggio: 21-21. Il 29 Gennaio 1950 a Bologna nasce la Federazione Italiana Baseball sotto l’egida del CONI ed il primo presidente federale, il principe Steno Borghese, stese tre anni più tardi il primo bilancio: 49 società, 1462 giocatori cartellinati, 58 arbitri, 80.000 chilometri di trasferte, 272 partite complessive stagionali ed un giro di affari di 60 milioni di lire. La società pluriscudettata è il Nettuno con 17 successi davanti al Rimini con 11, al Parma con 10, a Bologna con 9, a Milano con 8. Seguono quindi Grosseto e Roma a quota 4, San Marino a 2 e Firenze a 1. Balza subito all’attenzione che oltre il 75% degli scudetti sono stati vinti sulla rotta Emilia Romagna-Lazio. Negli ultimi anni la Federazione, ora sotto la guida di Riccardo Fraccari, sta cercando di far uscire il baseball da queste zone storiche e di aiutare anche le piccole società a crearsi un proprio spazio.