Il Mojito storia e mito

Estate voglia di freschezza, cosa di più fresco, di dissetante di moderatamente alcolico se non il cocktail che da ormai anni è in cima all’olimpo delle richieste e delle preferenze del Pubblico.
Si parlo senza dubbio del Mojito. La maggioranza del pubblico lo sorseggia e beve nelle versioni più rivedute e non corrette ma l’originale è tutta altra cosa, ancora in pochi lo sanno fare da ricetta.

Mojito per passione

 Il Mojito... Molto profumato e leggermente dolce, con un tocco di acidità, questo elegante e cosmopolita cocktail, si è fatto posto tra i grandi classici ed oggi è il più famoso cocktail e rientra nei cocktail codificati dal IBA (associazione mondiale dei barman professionisti).

Alcune varianti sono realizzate con limone giallo o acqua gassata e pezzi di lime sul fondo del bicchiere pestati insieme alla menta, altri con ghiaccio tritato.

Ad alcuni piace aggiungere qualche goccia di Angostura per esaltarne il sapore.

Tra le molte le varianti che sono arrivate, il ”Fidel” con aggiunta di birra, ”Parisienne” con aggiunta di champagne e quella che direi tipica parmigiana che è con due tipi di rhum lime pestato, menta e zucchero di canna (grezzo) quasi un minestrone manca solo il parmigiano.

L’origine del Mojito:
la data della nascita del progenitore del Mojito è il 1578.
In quell’anno il capitano Drake decise di saccheggiare l’Habana per recuperare parte del tesoro Azteco li nascosto. Re Filippo II fu informato dei fatti e fece preparare un’accoglienza degna delle migliori storie di pirati.

Francis Drake, noto come “El Draque” (il drago), che era un famoso pirata inglese (il primo uomo inglese a circumnavigare il mondo) ed è stato un punto di riferimento, situato a ”La Isla”, la “Isla de la Juventud” a Cuba. Sedotto da questo paesaggio naturale è rimasto vuoto e silenzioso. La stessa isola nel Mar dei Caraibi che ha ispirato Robert Louis Stevenson a scrivere “L’isola del tesoro”.

Drake, durante il suo tour mondiale nel saccheggio, fece una sosta in una taverna con il suo equipaggio per celebrare il loro bottino.

Ebbero ad abbeverarsi, foglie di menta schiacciate con lo spirito locale (che era il precursore delle attuali rum cubano non filtrato) e del limone verde (lime) ghiaccio a scaglie grosse.

Bevvero l’antenato del rustico e virile Mojito che chiamarono il “Draque” (soprannome del famoso pirata che è stato anche ammiraglio e il capitano di equipaggio).

La ricetta è rimasta la “Isla” e ha continuato ad essere consumato regolarmente sotto il nome di “Draquecito”.

Dato che tali corsari erano “sponsorizzati” dalla regina Elisabetta d’Inghilterra Drake si vide riconoscere una speciale licenza per la produzione di alcuni distillati, tra cui, una particolare acqua vite di canna da zucchero (l’antenato del Rum). Tale distillato venne utilizzato moltissimo anche durante le varie epidemie che colpirono sia l’Inghilterra che, le colonie inglesi d’oltre oceano.

La ricetta venne modificata solo dopo la metà dell’800 ad opera di Don Facundo Bacardi che sostituì il distillato con del vero e proprio rum.

Da lì, chiaramente, anche il nome cambiò e diventò Mojito.

Il nome Mojito ha radice africana: mojo (che significa fare un incantesimo).

Molto più tardi, il regno della mafia cubano tra il 1910 e il 1920 ha contribuito a perfezionare il rum.

Nel 1946 “La Bodeguita del Medio” ha deciso di effettuare una sofisticata variante del “Draquecito” per renderlo più accessibile. Essi aggiungono zucchero di canna e lime.

Rivedere i punti di forza di questa ricetta chiamata “Mojito” (amalgama di violare mojadito (umido) e Mojo (salsa cubana culinaria anche “fascino” in Sud Africa).

Nomi ben trovati per una bevanda che è attraente e tropicale. Poco dopo, è preparata in tutto il mondo a metà degli anni’20 era diventata la bevanda nazionale di Cuba.

Il Mojito è stato rapidamente esportato verso gli Stati Uniti tra cui Miami, dove ha raggiunto una popolarità enorme, poi a New York e San Francisco.

Nel 1990, il Mojito finalmente ha raggiunto l’Europa attraverso l’importazione della cucina Tex-Mexe i viaggi dei turisti nella bella CUBA…

Resta celebre l’abitudine di Sir Ernest Hemingway che ogni mattina si “faceva” il suo mojito alla “Bodeguita del medio” dove il cantinero (cosi si chiamano i Barman cubani) Angelo Martinez negli anni 40 preparava questo affascinante drink.

Resta celebre la frase di Hemingway “Mi daiquiri en el Floridita y un Mojito en la Bodeguida” (i due bar storici dell’Havana).

Comunque, sia chiaro, sia L'Havana Club che la Bacardi (le 2 famose marche di Rum) cercano di riconoscersi la paternità del prezioso Cocktail.

In vantaggio (per il mojito) è la Bacardi per il semplice fatto che il suo fondatore nel 1862 a Santiago de Cuba fu quello che perfezionò la ricetta tradizionale.

Dopo la rivoluzione Castrista, 1957, la Bacardi "chiuse bottega" e si trasferì a Puertorico, dove ancora oggi produce i suoi buoni Rum.

La cause civili per l'attribuzione della dicitura "cuban ron" non sono ancora finite!

Come si serve il Mojito

Deve essere servito freddo ed ha un sapore particolare dovuto alla freschezza della menta combinata al gusto deciso del rum.

Un Mojito servito in inverno potrebbe essere un po’ amaro a causa della menta che non è matura.

Per antonomasia è il cocktail che accompagna l’estate per dissetarsi dall’arsura e dal caldo, magari in riva al mare o perché no al bordo di una piscina o ancor semplicemente usato per trascorrere allegramente una serata tra amici, e poi in quel periodo la menta sarà sicuramente matura, meno aspra e allora sì che avremo un gustoso Mojito.

In Europa purtroppo si usa fare il Mojito con pezzi di lime e pestare molto la menta, ma questa ricetta dovrebbe essere definita “Caipirissima alla menta” piuttosto che Mojito.

Ricetta originale del Mojito

  • Tre ramoscelli di menta
  • Due cucchiaini Zucchero di canna bianco
  • 3.0 cl Succo di un lime
  • 4.0 cl rum
  • completare con acqua di soda

Pestare in un bicchiere (highball), lo zucchero il succo di lime mescolare la menta, a Cuba si utilizza la Hierba Buena (una qualità di mentuccia), aggiungere il ghiaccio in cubetti e versare il rum, completare con soda mescolare delicatamente riportando in superficie i gambetti di menta e servire con cannucce e con un rametto di menta che esce dal bicchiere.

Una variante da me proposta
ormai da qualche anno è la seguente: alla ricetta originale togliere un cucchiaino di zucchero e aggiungere 1cl di sciroppo di Cocomero Monin e 1 cl di Crema alcolica all’Anguria Monin e decorare con uno spicchio d’anguria fresca!! Lo battezzato Summer Special Mojito
E ricordate come dico sempre ”Bere tanto fa male ma bere male fa peggio”.