Test estremo: reflex sopravvivere alla giungla

Prendi due macchine fotografiche, la Olympus E-1 e Nikon D200 e portale nella giungla, sotto una pioggia tropicale. Un test probante, per chi vuole verificare qualità e resistenza.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

In un terrario, abbiamo ricreato le condizioni che si possono trovare in una foresta pluviale con temperature superiori a 30 gradi centigradi ed umidità al 90%. Chiuderemo all’interno della teca la E-1 e la D-200 mentre una pioggia intermittente metterà a dura prova le due fotocamere per ben 24 ore. Entrambe le contendenti sono tropicalizzate: si avvalgono di anelli O-ring e guarnizioni in varie parti del corpo macchina per cercare di non far penetrare polvere, umidità o gocce di pioggia all'interno. Olympus dichiara inoltre che la E-1 può resistere anche a spruzzi d'acqua.

Molti fotografi professionisti e non solo si sono, recati e si recano ogni anno in questi ambienti selvaggi, caldi ed umidi. In rete si trovano varie esperienze negative riguardanti le proprie fotocamere, anche professionali, con malfunzionamenti di vario tipo, noi di Photoring vogliamo verificare se le due sfidanti Olympus E-1 e Nikon D200 riusciranno a resistere in questo difficile ambiente. Dopo avere posto dentro il terrario le due digitali, iniziano i cicli di pioggia e così sarà per tutto il giorno e la notte fino al mattino seguente.

Quando andiamo a verificare il funzionamento delle due fotocamere, il terrario si è ormai trasformato in un pantano: perfetto per testare la resistenza in un luogo estremamente umido. Le reflex sono semisprofondate nel substrato paludoso e l’umidità, la pioggia ed il caldo concorrono a rendere la sopravvivenza dei circuiti elettronici e dei meccanismi interni molto difficile. Proviamo a scattare con la E-1: monta un obiettivo della serie pro, il 14-54mm f/2.8-3.5. Sono entrambi tropicalizzati e la loro progettazione splash-proof è efficace; infatti la macchina scatta ancora senza problemi e anche l’obiettivo non mostra difetti: ottimo!

Ora è il turno della D200. La reflex è accesa ma, premendo il pulsante di scatto non succede nulla. Notiamo però che l’impugnatura portabatteria è stranamente calda…forse un cortocircuito… Si sente anche uno strano ronzio. Stacchiamo dal corpo macchina il 50mm f/1.8, anch’esso con guarnizione di tenuta. La forcella del motore AF della D200 continua a girare a vuoto, sia che si imposti la leva di commutazione della messa a fuoco su automatico o manuale. Proviamo a spegnere la fotocamera, ma il difetto persiste. La digitale Nikon non scatta più e il motorino AF gira senza sosta. Quando la D200 è asciutta notiamo che il monitor posteriore è rimasto completamente appannato e che sulla slitta flash compaiono segni di ossidazione. Probabilmente l'acqua si è fatta strada nel vano batteria, nell'LCD sul dorso e anche nella slitta flash...Le guarnizioni di tenuta, in questo caso, non hanno retto la pioggia tropicale! Qualche giorno dopo, quando la reflex è completamente asciutta proviamo ad inserire una nuova batteria, ma non si accende e in poco tempo l'impugnatura si scalda...

In questo frangente, in questa prova estrema, dove l’acqua domina, la D200 deve arrendersi di fronte a un ambiente che potrebbe essere un fiume dell’ Amazzonia o del Congo o una palude delle Filippine. La E-1, al contrario, supera brillantemente il test e, sebbene il sensore sia ormai sorpassato, rimane comunque una grande reflex, dotata di meccanica, elettronica e impermeabilizzazione di eccellente qualità.