La bellezza che cambia

Il concetto di bellezza oggi e il senso di un concorso antico ma moderno...

Il concorso di Miss Italia ha compiuto 75 anni, ma come tutte le realtà che fanno dell'età non un concetto statico ma una continua evoluzione, la manifestazione non li dimostra. A raccontarci la realtà raccolta nel brand Miss Italia, è Alessandra Riva


-Innanzitutto: chi è Alessandra Riva?


Ho un rapporto piuttosto lungo con Miss Italia. Nel 2002 fui eletta Miss Lombardia e feci le finali televisive con Frizzi a Salsomaggiore, poi iniziai a collaborare con il concorso e con la Wibo (escusivista dell'evento per la Lombardia) come presentatrice ed organizzatrice eventi e sfilate e fu così che Wilma Bombardelli, titolare della Wibo, nel 2004 mi chiese di collaborare con lei.

Questo è quindi l'undicesimo anno che “vivo” il concorso e dopo aver creato nel 2008 Rial Events (la mia agenzia ) con grande piacere da quest'anno ho rilevato da Wilma l'esclusiva di Miss Italia per quanto riguarda la Lombardia.


- Alessandra, come dice lo slogan, quello di Miss Italia è una bellezza che cambia.



“Sì. Questa è una frase che racchiude perfettamente il nostro modo di intendere il concorso. Per noi il cambiamento è evoluzione e allo stesso tempo capacità di adeguarsi alla realtà che ci è di fronte. Tutto questo si riversa nel modo di intendere la donna, oggi.”

-Due anni fa, in occasione della prima selezione varedese, Il Magazine propose una lettura delle foto storiche del vostro concorso come specchio della storia italiana. Mi sembra che questo rapporto con la realtà continui...

“Sì. Miss Italia è sempre stata immagine anticipatrice del cambiamento sociale. Per stare all'ultimo ventennio, bastano le immagini della vittoria di Denny Mendez e successivamente l’apertura del concorso alle donne sposate, modifica imposta dall'ingiustizia che subì Mirca Viola, Miss solo per un giorno perché sposata e con un figlio, eventualità che il regolamento di allora non prevedeva.”

-Anche le novità di quest'anno sembrano essenziali. L'apertura ad esempio alle concorrenti nate in Italia e solo per la burocrazia non italiane (fra l'altro, iniziativa del tutta analoga alle manifestazioni di cittadinanza onoraria che grazie ad Unicef interessano la nostra zona e che vengono raccontate in questo Magazine) o l'innalzamento dell'età delle partecipanti a trent'anni.

“A trent’anni, oggi, le donne sono immagine di una consapevole bellezza che ha molto da comunicare. Inoltre non bisogna dimenticare che Miss Italia è testimonial di eventi non solo “estetici” e in questo tipo di presenze una donna con una identità e una cultura “definite” sono fondamentali”

-In questo quadro Miss Italia è oggi anche un percorso di crescita culturale

“Sì. Noi, nel nostro campo d'azione, oggi offriamo una educazione. Le partecipanti vengono seguite da registi, coreografi, stylist, make-up artist, persone che garantiscono un percorso di crescita. Il concorso è una scuola dove le ragazze imparano a essere professionali. Come dice Patrizia Mirigliani, quando arrivano alla finale di Miss Italia le partecipanti hanno avuto un cambiamento sostanziale rispetto all’inizio: da crisalidi sono già diventate farfalle che possono partire con un vantaggio verso il mondo dello spettacolo, teatro, televisione o moda che siano.

-Alessandra, la bellezza è un concetto? In pratica, voi professionisti del settore, potete capire prima dei voti della Giuria chi può essere la potenziale Miss dell'anno?

“Sì, perché chi vince possiede un tipo di bellezza che non è solo esteriore, ma è fatta anche di carattere e professionalità e non può restare inosservata”

-Mi sembra di capire che il concetto nuovo di “bellezza” non sia più l'apparire ad ogni costo ma anche possedere un “valore”

“Venivamo da un periodo in cui la bellezza poteva avere anche un valore effimero, ma oggi, per uscire dalla crisi, dobbiamo tornare al carattere autentico del nostro Paese, che è quello di saper disegnare bellezze uniche e inconfondibili. E' questo insieme, non solo estetico, che cerchiamo in Miss Italia.  

- Alla vincente, cosa dona realmente il titolo di Miss Italia?

“Molte hanno il sogno di entrare nello spettacolo che oggi è un mondo che, senza professionalità, non regala niente. D'altra parte, se si è brave, serie e preparate, il titolo di Miss Italia è un imprinting straordinario, una laurea ad honorem di bellezza epersonalità riconosciute da tutto il Paese.”

-L'organizzazione cosa consiglia a chi partecipa al concorso?

“Anche qui ripropongo le parole di Patrizia Mirigliani: non puntare tutto sulla bellezza ma riuscire ad associare a questo dono qualcosa di più alto, di interiore, come la personalità, la spiritualità e l’essere presenti nel sociale, tutti aspetti che rendono la bellezza più completa. Insomma, saper essere se' stesse, quindi uniche.”

-E Alessandra Riva, del suo rapporto con il concorso, cosa ama?


Adoro lavorare con le ragazze giovani, amo affiancarle nel periodo particolare della loro crescita, hanno tra i 17 e i 30 anni e sono ragazze piene di sogni, speranze, tutte con i loro problemi , perchè si affacciano alla nuova vita dopo la scuola. Accanto a loro vivo gli amori estivi, ho assistito a fidanzamenti, gravidanze, nuovi lavori, crescita nella carriera, qualcuna è diventata attrice o personaggio famoso... ed è bello vedere scorrere la vita e  le gioie.

Quando iniziai questo lavoro avevo 23 anni, e era strano a volte avere meno degli anni delle Miss, (potevano partecipare fino ai 26 allora) e farsi rispettare non era facile. Comunque amo in genere il mio lavoro, anche al di fuori del concorso. In questi anni Rial Events è cresciuta molto, organizzo ogni tipo di evento e sono attiva su tutto il territorio regionale. Certo, da quest'anno con l'acquisizione di Miss Italia in esclusiva per la Lombardia, penso di aver dato una marcia in piu' alla mia attività. Una responsabilità ma anche tante prospettive nuove...”


Una riflessione finale. L'Italia ripartirà quando riacquisirà la consapevolezza della propria capacità di costruire qualità uniche e farne rete come avvenne nel dopoguerra. Questo concetto comprende tutte le qualità e il rilancio su basi nuove di ciò che ha fatto la storia “sana” del nostro Paese. Questa chiacchierata dimostra che anche Miss Italia, concetto antico ma anche così nuovo, può essere una base di questa ripartenza. Avanti, allora....