Lago Nord: idea per il futuro

A chilometri zero, un'oasi di natura nata da due buone volontà e da un'idea di futuro sostenibile, un modo per dire che un mondo diverso, se si vuole, ancora si può fare.

La storia del Parco Lago Nord, a prenderla larga larga, incomincia oltre duecento milioni di anni fa. E il via della vicenda viene come sempre dalla natura, quando nell'era quaternaria un considerevole abbassamento del clima creò enormi ghiacciai le cui lingue venivano a terminare proprio dove inizia la Brianza. Era quello di allora, un mondo bianco dalle proporzioni inimmaginabili per noi che siamo abituati ai ghiacciai ormai ridotti al lumicino. In particolare, uno dei torrenti di scarico di queste masse gelate era il Seveso, però con un bacino ben più ampio di quello di oggi, la cui sponda destra la si può individuare ancora nel confine tra Senago e Garbagnate mentre l'altra era dalle parti di Nova Milanese, in un rilievo scomparso, spianato prima dal livellamento della natura, poi da quello dell'uomo.

Proprio dal trasporto “acquatico” di terra, ghiaia e sabbia da parte del Seveso, che è durato milioni di anni, è venuta la “materia prima” ideale per l'edilizia, la cui estrazione ha interessato fin dal 1962 l'area della cava di Paderno Dugnano, zona su cui, poi, è nato il Parco che ben conosciamo.

Al di là dei milioni di anni dell'origine, la storia del Lago Nord come lo conosciamo oggi, è chiaramente opera solo dell'uomo, e dei due aspetti fondamentali della sua capacità: saper combinare lavoro e creazione.

Il lavoro è quello che per anni ha interessato l'area con l'estrazione di sabbie e materiali. La creazione è quella avvenuta alla fine dell'uso industriale del territorio, quando si è voluto fare di esso non un bene esausto ma, bensì, dargli un valore estetico e naturalistico, in pratica costruire dal nulla un patrimonio da destinare alle future generazioni.

E qui siamo al dilemma che smuove la nostra esistenza.

In tutto ciò che facciamo, si può semplicemente scegliere se sfruttare, consumare e poi abbandonare ciò che manipoliamo, fingendo che il mondo finisca con noi oppure coniugare la nostra esistenza anche al futuro, dando uno sguardo anche a chi verrà dopo. In sostanza, provare a lasciare un segno tangibile di noi.

Il Parco Lago Nord è nato dalla capacità di intuire un futuro di tutti, e in particolare dall'incontro di due di queste buone volontà. Un connubio di idea e lavoro che intorno alla fine degli anni settanta ha coinvolto il titolare della cava, Luigi Tonelli, spezzino di nascita ma padernese adottivo, e il sindaco di allora Stefano Strada.

Tonelli in guerra era stato ufficiale di marina, e da quella esperienza era sgorgata la mentalità sana di un senso di ordine, di pulizia non solo morale, ma mosso anche dall'esigenza e dalla volontà di costruire e dare un senso definitivo alle cose.

Proprio da questa anima anche estetica era venuta l'idea di non abbandonare a se' stesse le aree della cava ormai esauste ma di fare di esse un bene ambientale rinato, incrociando in questa visione la volontà del sindaco della Paderno Dugnano di allora mosso dalla stessa domanda: cosa fare dell'area.

Ecco, l'idea sgorgata dalla messa in moto travolgente delle due volontà è quello che è ora il Parco Lago Nord. Un bene ambientale enorme per tutto il territorio, una miniera di natura, tranquillità, bellezza da esplorare nel silenzio di un pomeriggio magari fuggendo dagli esausti corridoi del centro commerciale messo lì vicino, ma allo stesso tempo, anche così lontano, perché basta scendere qualche metro nel dislivello della cava per accorgersi di essere entrati in un mondo diverso, tanto che i grattacieli nuovi di Milano, così vicini, paiono contrasto davvero stridente.

Un tesoro di natura e segreti, il Parco Lago Nord nato da una convenzione del 1982 fra privato e istituzioni altrettanto illuminate, uno scrigno di storie che di sicuro come Magazine non possiamo trascurare, anzi...

Questo giornale è nato per raccontare storie e qualità, ha di sfondo un'idea di bello e di bene. Ecco, consigliamo ad ognuno di ritagliarsi un giorno al Parco Lago Nord. In oltre 450.000 metri quadrati ognuno potrà misurare il futuro possibile, quello di un contatto virtuoso fra l'imprenditoria, le istituzioni e l'ambiente. Quello che dovrebbe, e potrà essere, l'Italia. Un concetto ben espresso dalle parole della stele posta all'interno della ex cava, ora premiatissima oasi ambientale:

L'eredità che lasciamo è frutto delle nostre scelte e delle nostre idee pensando a chi verrà dopo di noi.”

Idee, che in fondo, possono essere anche nostre, qualsiasi cosa si faccia. Provare per credere.

cc